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Vivian Maier tata con la passione per la fotografia

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Scritto da Daria Derakhshan

VIVIAN MAIER, LA TATA CON LA ROLLEIFLEX AL COLLO

La mostra itinerante della pioniera della street photography fino al 16 marzo possibile da visitare nel complesso museale Santa Maria della Scala di Siena.

Vivian Maier

La mostra fotografica “Vivian Maier. The Self-Portrait and its Double” mostra ripercorre  la misteriosa vita dell’artista americana attraverso 93 autoritratti, a cura di Anne Morin e Loredana De Pace, promossa dall’associazione Lux – Dopolavoro Fotografico e organizzata dal Comune di Siena e dalla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala.La storia della Maier è rimasta sconosciuta a tutti per molto tempo ed è stato merito di John Maloof, scopritore delle sue foto, se oggi sappiamo di più su di lei.

Una storia che ha qualcosa dell’incredibile: quante volte è capitato che un artista morisse in povertà e venisse poi consacrato alla fama anni dopo la sua scomparsa? Così è successo a Vivian Maier, una tata dalla passione per la fotografia.

Vivian Maier
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 Nel 2007 John Maloof, acquistò all’asta circa trentamila negativi e  altri oggetti personali  appartenuti ad una donna che per problemi economici aveva smesso di pagare l’affitto : proprio Vivian Maier.

“La catena di eventi che questa scoperta ha messo in moto – scrive Maloof – ha capovolto il mondo della street photography, così come la mia vita”.

Dopo aver stampato e scansionato alcune foto e messe online, le foto riscossero un gran  successo questo spinse Maloof a  ricercare l’entità dell’autrice risalendo alla Maier. Grazie al suo scopritore sono state organizzate mostre itineranti in tutto il mondo portando alla luce una straordinaria fotografa.

Una mostra ben allestita  in perfetta sintonia con gli scatti dell’autrice, ci conducono in una passeggiata silenziosa con la fotografa: scatti tra le strade di Chicago e New York, i suoi quartieri che frequentava quotidianamente. Soggetti di un’estrema semplicità ma profondi: volti delle persone per strada, riflessi sulle vetrine, il sorriso di un bambino. I suoi autoritratti ne hanno fatto la sua firma che ci raccontano tanto di lei: riflessa nelle vetrine, negli specchietti delle auto, la sua ombra sul marciapiede. Fautrice di una  fotografia avanguardista usando la macchina fotografica come strumento di conoscenza di sé.

Il destino è davvero imprevedibile, trovo sconvolgente pensare che un tesoro così bello sia stato scoperto e portato alla luce, queste sono le storie a lieto fine che preferisco.

Daria

La prima mostra di Vivian in Italia ne abbiamo parlato su UAU qui

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