La nuova mostra di Palazzo Strozzi riguarda Yan Pei–Ming. Pittore di storie. Si tratta della più grande mostra mai dedicata in Italia all’artista.
Arturo Galansino, che ha curato la mostra, offre al visitatore un percorso espositivo di grande impatto. Sin dalle prime sale si percepisce un vero e proprio contatto emotivo con l’artista franco-cinese Yan Pei-Ming. I temi rilevanti nella sua arte sono: la vita, la morte, la violenza e la spiritualità. L’esposizione propone un percorso di oltre trenta opere che permettono di esplorare generi come il ritratto, il paesaggio, la natura morta e la pittura di storia.
Yan Pei-Ming nasce a Shanghai nel 1960 e cresce con il culto della personalità di Mao e gli anni della Rivoluzione Culturale. Nel 1980, con la riforma dell’istruzione introdotta da Deng Xiaoping, Yan Pei-Ming si trasferisce in Francia dove inizia a frequentare l’École Nationale Supérieure des Beaux Arts di Digione. La sua eredità cinese si unisce alla sua formazione occidentale, ma come egli stesso afferma:
Presumo di essere un’artista cinese ed europeo, ma sono prima di tutto un artista
L’amore per la storia dell’arte occidentale è il protagonista della produzione di Yan Pei-Ming.
Sono interessato ai grandi pittori, non faccio che nutrirmi del loro lavoro
Lo stile dell’artista è quasi “brutale”, istintivo. Osservando le sue tele si viene pervasi da emozioni contrastanti, si può notare come Pei-Ming prediliga dare il colore con pennellate energiche, niente è a caso quella pennellata che al primo sguardo può sembrare “banale” ci stupisce piacevolmente con un attenta osservazione.
La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze come parte del progetto Palazzo Strozzi Future Art sviluppato con la Fondazione Hillary Merkus Recordati.