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I Rovere e Chiamamifaro all’Ultravox Firenze

Chiamamifaro
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Scritto da Elena Barbati

Metti un Giovedì sera a Firenze. Metti un tramonto color pesca che scalda l’Anfiteatro delle Cascine. Metti l’Ultravox Firenze. Ci sono tutti gli ingredienti per un concerto di qualità: è la serata in cui i rovere – band bolognese composta da Nelson (voce), Luca Lambertini (chitarra), Lorenzo “Stiva” Stivani (tastiere, synth e percussioni), Davide “Frank” Franceschelli (basso) e Marco “Paga” Paganelli (batteria) – saliranno sul palco. Prima di loro, a scaldare l’atmosfera dell’Anfiteatro fiorentino è Chiamamifaro. L’innocenza e la genuinità di Angelica, voce e cuore del progetto, si sommano alla sua grinta ed energia esplosiva, che fanno sperare in un futuro ricco di opportunità.

Chiamamifaro

L’intervista a Chiamamifaro

Abbiamo scambiato due chiacchiere con lei, poco dopo esser scesa dal palco.

Come hai trovato l’Anfiteatro delle Cascine di Firenze stasera?

Splendido! Credo sia uno dei posti più belli dove io abbia mai suonato. Un tramonto incredibile e un sacco di gente presa bene che mi ha fatto sentire come a casa. Davvero bellissimo.

Qual è stata la canzone che ti ha coinvolto ed emozionato maggiormente durante il live?

Sai che non lo so?! Probabilmente una di quelle che preferisco, oltre a Metaverso, è Marianna, un pezzo che rende meglio live che registrata.

Come vivi l’opportunità di aprire i concerti di band del calibro de I Pinguini Tattici Nucleari e dei rovere, come questa sera?

Sono assolutamente grata. Per me è un’opportunità enorme poter girare tra le città italiane con loro che, prima di tutto, sono amici. Sia con i rovere che con i pinguini si è creato un ottimo rapporto, è come stare in famiglia. Ogni serata è divertimento e non potrei essere più grata a entrambi per questa possibilità.

Quali progetti futuri hai in programma?

Abbiamo ancora un po’ di concerti quest’estate, saremo a Lecce, Chiari, Milano… e poi ci rimettiamo a scrivere e torniamo in studio. Per ora sto pensando solo ai live, ma arriverà anche il momento di rimettersi all’opera.

Il saluto di Chiamamifaro a UAU Magazine

I rovere sul palco dell’Ultravox Firenze

È il momento dei rovere: la platea dell’Anfiteatro inizia a ballare, saltare, cantare sulle canzoni più famose della band. Da everest a freddo cane, da caccia militare a bim bum bam, Nelson e famiglia stupiscono. E stupiscono per la sintonia che creano l’un con l’altro: sguardi, abbracci, battute, chitarre che si incontrano.

Il primato per il momento più triste lo vince senza dubbio la canzone dalla terra a marte, un viaggio introspettivo che Nelson presenta così:

La canzone parla di una relazione – non tra due persone, ma tra la singola persona e la sua ansia. Un rapporto complicato. Chi è nemico dell’ansia alzi la mano! Per ogni volta che ci tremano le gambe, dedichiamoci dalla terra a marte.

E se esistesse un altro primato, quello del tempismo se lo aggiudica sott’acqua, per la quale sale nuovamente sul palco Chiamamifaro. Lampi, tuoni, vento e la sabbia che si alza all’improvviso. Poi, la pioggia. L’Anfiteatro è davvero sott’acqua e il concerto deve terminare per non rovinare la strumentazione.

È stato un peccato, ma i rovere ce ne faranno vedere delle belle presto. O almeno, speriamo.

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