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Massacro del Circeo: cinquant’anni di ingiustizia

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Scritto da Irene Pagnini

Come è naturale, la violenza e la brutalità del Massacro del Circeo hanno profondamente colpito l’opinione pubblica. Negli anni ’70, infatti, lo stupro era reato contro la moralità e il buon costume e non un delitto contro la persona.

Massacro del Circeo. I fatti

Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, rispettivamente di 17 e 19 anni, provengono da un quartiere popolare della Montagnola. In un bar situato nella torre Fungo dell’Eur, incontrano Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido, ventenni con legami a gruppi neofascisti e parte della borghesia romana. Entrambi, Ghira e Izzo, hanno precedenti penali.

Dopo un invito, il 29 settembre 1975, il gruppo si dirige verso Villa Moresca, di proprietà della famiglia Ghira, situata sul promontorio del Circeo. Qui, dopo aver conversato e ascoltato della musica, le ragazze rifiutano le avances dei ragazzi. Questo segna l’inizio di un incubo, che verrà ricordato come il massacro del Circeo.

Ghira minaccia le donne con una pistola, spacciandosi per un membro della banda criminale dei Marsigliesi e affermando di aver ricevuto l’ordine di rapirle. Così inizia una serie di atrocità. Donatella e Rosaria vengono spogliate, picchiate, stuprate, drogate, seviziate, minacciate di morte e rinchiuse in un bagno cieco. Quando Rosaria tenta di ribellarsi, viene trascinata al piano superiore e affogata nella vasca.

Donatella riesce a raggiungere un telefono e a comporre il numero della polizia, ma viene scoperta. I giovani cercano di strangolarla con una cintura e poi la colpiscono con una spranga di ferro. A questo punto, Donatella realizza che la sua unica possibilità di salvezza è fingersi morta.

Donatella Colasanti e il Tema della Giustizia

Durante il processo, Donatella Colasanti è supportata da Bassi, un avvocato rinomato per la difesa dei diritti delle donne, e riceve il sostegno di diverse associazioni femministe che si costituiscono parte civile.

Nel 1976, viene emessa una sentenza di ergastolo in primo grado. Tuttavia, Ghira riesce a fuggire all’estero, in Spagna, dove assume un falso nome. La notizia della sua morte nel 2005 non ha mai convinto le famiglie delle vittime.

Izzo e Guido, invece, vengono arrestati e finiscono in carcere, ma non per sempre. Il primo ottiene la semilibertà nel 2004 e, poco dopo, rapisce e uccide la moglie e la figlia di Giovanni Maiorano, un pentito della Sacra Corona Unita. Nel 2007, viene nuovamente condannato all’ergastolo.

Guido, dopo aver visto la sua pena ridotta a 30 anni, evade dal carcere nel 1981 e si trasferisce in Sud America. Rintracciato ed estradato in Italia nel 1994, conclude la sua pena detentiva nel 2009 grazie a uno sconto di pena per indulto.

Donatella Colasanti muore il 30 dicembre 2005 a causa di un tumore al seno. Ad oggi, gli aguzzini non si sono mai dichiarati pentiti per l’orrore commesso.

Massacro del Circeo e Tema della Violenza sulle Donne

Nonostante le testimonianze, le mobilitazioni e gli anni trascorsi a raccontare i dolorosi dettagli della sua vicenda, Donatella Colasanti è morta senza aver ottenuto giustizia.

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Associazione 365giornialfemminile

Nel mese di ottobre del 1978, a Roma, si svolse la prima manifestazione nazionale contro la violenza sessuale, seguita da molte altre. In queste occasioni emersero temi fondamentali, tra cui:

  • La violenza legata a comportamenti maschili comunemente accettati e considerati normali in nome della virilità;
  • La violenza sessuale vista come una questione strutturale di dominio e prevaricazione;
  • La presenza, talvolta esplicita, di pubbliche istituzioni e forze dell’ordine che si allineano alla logica patriarcale e prevaricatrice;
  • La drammatica colpevolizzazione delle vittime.

Esistono dei risvolti positivi in questa storia nonostante tutto.

A seguito di tali eventi:

  • Nel 1979 nascono i primi Centri antiviolenza, promossi dal movimento di Liberazione della donna (Mld), a Roma, Milano, Torino, Ancona, Bologna e Perugia;
  • Nel settembre del 1979 viene presentata una proposta di legge di iniziativa popolare, intitolata “Norme penali relative ai crimini perpetrati attraverso violenza sessuale e fisica contro la persona.”
  • Nel 1996, in Italia, viene approvato un assetto normativo che definisce la violenza sessuale come un crimine contro la persona, e non più contro la morale;
  • Nel 2001 sono state introdotte misure cautelari, come ordini di protezione e allontanamento dalla casa familiare.

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