UAU Crime

Diavoli della Bassa: la vicenda giudiziaria entra nel vivo

Torniamo ancora sul caso Diavoli della bassa modenese (o pedofili della Bassa modenese). Dopo l’apertura dell’inchiesta, tra il 1997 e il 1998, la vicenda giudiziaria entra nel vivo, nell’aprile del 1999, e quindi si aprono ufficialmente i processi.

Diavoli della Bassa

Circa diciassette persone vengono rinviate a giudizio nel procedimento principale che raccoglie le accuse di pedofilia, presunti riti satanici e violenze sui minori. Tra gli imputati c’è anche il parroco Don Giorgio Govoni.

Diavoli della bassa: prime sentenze

Nel dicembre del 2000 arriva la sentenza di primo grado: una condanna durissima, con pene complessive pari a 157 anni di carcere. L’impianto accusatorio sembra reggere e, in quel momento, quasi tutti gli imputati vengono condannati.

Don Govoni, però, non verrà mai giudicato fino in fondo: muore prima che il procedimento giunga a conclusione, schiacciato da una situazione insostenibile per chi come lui, aveva sempre lavorato per il bene della comunità.

Così lo ricorda Antonella Diegoli, che ha ripercorso con noi attraverso la sua preziosa testimonianza la vicenda dei Diavoli della bassa modenese

“Ricordo Don Giorgio Govoni. Mio fratello e i suoi amici partecipavano con grande entusiasmo alle attività di campeggio in montagna che lui proponeva. Per loro era una guida certa ed entusiasmante, ancora oggi lo ricordano con affetto e con dolore per la sua morte precoce.


Sapevo della sua attività di sostegno alle persone fragili e in difficoltà, con la collaborazione del mio parroco avevano aiutato tante famiglie, tra cui quella del bambino “zero”. Era un sacerdote perfettamente incardinato nella famiglia diocesana, apprezzato dai suoi confratelli, amato dai suoi parrocchiani.

Per approfondimento si consiglia libro di  Ettore Rovatti edito da Baraldini, 2021: Don Giorgio Govoni. Martire della carità vittima della giustizia umana

Negli anni successivi alla sentenza di primo grado dei Diavoli della bassa, la vicenda giudiziaria non resta immobile. Gli appelli riducono alcune condanne, ne annullano altre, e l’impianto accusatorio che sembrava granitico all’inizio comincia lentamente a incrinarsi. Alcune assoluzioni arrivano, altre verità vengono rimesse in discussione, fino a quando, a distanza di oltre un decennio, anche famiglie come quella dei Morselli vedranno riconosciuta la propria innocenza.

Ma il tempo della giustizia non coincide con il tempo della vita: per molte di quelle famiglie, le sentenze corrette arrivano troppo tardi e intanto i figli sono cresciuti lontano, i legami si sono inevitabilmente spezzati e certo non si ricompongono; alcune assoluzioni giungono quando i genitori non sono più nemmeno in vita per ascoltarle. È il caso di Delfino Covezzi e della moglie Maria Lorena Morselli, la cui assoluzione arriva fuori tempo massimo. Delfino Covezzi muore di infarto nel 2012, senza poter assistere al riconoscimento della propria innocenza.

Antonella Diegoli parla di Delfino Covezzi

“Delfino Covezzi era visto da tutti come il gigante buono. Di grossa corporatura alto due occhi buoni, sorridente. Cercava di essere severo con i ragazzini che frequentavano l’oratorio ma era un burbero col sorriso. Ricordo la sua determinazione subito dopo l’allontanamento dei suoi figli: diceva che se avesse ammesso quello di cui via via veniva accusato, avrebbe potuto rivedere subito i suoi figli, secondo le disposizioni della nuova legge Turco sulla tutela dell’infanzia. Ma si domandava: “Come potrei ancora guardare in faccia i miei figli, ammettendo cose non vere, e quindi mentendo? Preferisco aspettare e confidare nella giustizia”.

È in questo vuoto — tra una giustizia che si corregge e un dolore che resta — che la storia si ferma, per anni

Prima che qualcuno torni a guardarla davvero.

In cover un disegno fatto dal bambino “Dario” (il nome è di fantasia): dai suoi racconti prese il via l’intera vicenda.

«Riconosco che sono stato vittima di manipolazione psicologica» racconta nel libro Io, bambino zero. 16 famiglie disgregate, suicidi e morti improvvise, bambini allontanati per sempre dai genitori.

Continua…


Sending
User Review
0 (0 votes)