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Sfida, personale più che professionale, inusuale e che mi onora!

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Scritto da Irene Pagnini

“Svesto i panni di regista per calarmi in quelli inusuali di attore, per contribuire a raccontare la storia di un altro regista, interpretando il ruolo di una persona che ne sarà spettatore, una sfida nella sfida insomma, che ho accettato di abbracciare.” queste le parole Paolo Galassi da noi intervistato a seguito della proiezione di Stato di grazia, un docufilm che narra la vera storia drammatica di un condannato innocente, Ambrogio Crespi.

La firma alla regia è quella di Luca Telese, il film è stato appena presentato in anteprima nelle iniziative correlate alla Mostra del Cinema di Venezia. Ambrogio Crespi è noto per l’impegno civile e per la divulgazione della legalità. Un uomo che nonostante la condanna non si è mai arreso continuando a credere nella giustizia senza cedere mai alle “logiche” mafiose.

"Svesto i panni di regista per calarmi in quelli inusuali di attore, per contribuire a raccontare la storia di un altro regista, interpretando il ruolo di una persona ancora in vita che ne sarà spettatore, una sfida nella sfida insomma, che ho accettato di abbracciare." queste le parole di Paolo Galassi da noi intervistato a seguito della proiezione di Stato di grazia, un docufilm che narra la vera storia drammatica di un condannato innocente, Ambrogio Crespi.

Luca Telese si è spinto fino in Albania, a Tirana, raccontando il rapporto di Crespi con il primo ministro Edi Rama (presente anch’egli alla proiezione). Infatti il regista era in Albania, nel periodo dei fatti contestati e per Telese è stato fondamentale proprio il colloquio tra con Edi Rama, che racconta anche della stima verso l’uomo Ambrogio Crespi.

“Sono stato felice, onorato, di accettare questa sfida, personale più che professionale, mettendomi in gioco per una volta dall’altra parte della cinepresa, diretto e guidato, costretto a dover mettere in campo tutti i suggerimenti e i consigli che negli anni ho dispensato ad attori e attrici per affinare ruoli e personaggi lavorando sull’insight.” continua Paolo Galassi “‘Stato di Grazia’ è un film importante, delicato e complesso che vede l’esordio alla regia del giornalista Luca Telese e la partecipazione, tra gli altri, anche del grande Peter Gomez. Ripercorre una delle pagine più tristi della Giustizia nel nostro Paese, il calvario giudiziario dell’amico e collega regista antimafia accusato erroneamente di concorso esterno in associazione mafiosa per voto di scambio, ha scontato in carcere duecentosessantacinque giorni della propria vita, per risultare infine totalmente estraneo a fatti, persone e circostanze. Una macchia destinata a rimanere indelebile nell’animo, una ferita che nessuna assoluzione legale, pubblica o morale potrà mai risanare.”

Alla proiezione sono stati presenti il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano oltre al primo ministro d’Albania; il presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano Giovanna Di Rosa, l’attore Lorenzo Flaherty, che interpreta il pubblico ministero; il generale Mario Mori, ex comandante del Ros e del servizio segreto militare, anch’esso uscito completamente assolto dopo un ventennio di calvario giudiziario). Personalità non casuali che confermano anche l’attenzione del mondo istituzionale nei confronti del docufilm prodotto da Alfio Bardolla della Abtg e Marco Lombardi della Psc Proger.

Come sempre la nostra domanda UAU… qual è il tuo prossimo sogno Paolo?

“Chi dice che sognare non costa nulla, è chi non sa sognare. Chi non prende i sogni con consapevolezza, come possibile realtà. Perché chi sogna davvero e quei sogni vuole farli diventare realtà, è destinato a pagare un caro prezzo in termini di impegno, predisposizione al sacrificio, determinazione, abnegazione massima. Bisogna essere testardi, ostinati, mirati e lucidi anche davanti ai mille no e altrettanti fallimenti lungo il cammino per vederli realizzati. Ad un sogno si regala vita perché possa prendere vita.”

Il nostro prossimo sogno diventerà realtà il primo ottobre, per poi lasciare spazio a quello successivo perché qui, di sogni reali si vive.

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