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Marta Guerrini e la sua… Fame Chimica

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Scritto da Alice Lavoratti

Parliamo ancora una volta di Fame Chimica, il progetto tra arte e cibo che nasce dalla mente della Chef Marta Guerrini e del visual artist Filippo Basetti. Questa volta però lo facciamo in un modo diverso facendo parlare colei che ha fatto del suo amore per il “mangiare consapevole” un mestiere, una mestiere che va oltre le aspettative di ognuno di noi!

About Marta Guerrini

Marta Guerrini ha fatto della sua grande passione una professione che ad oggi con Il Quinto Gusto porta in manifestazione attraverso grandi Catering e piccoli servizi a domicilio in cui i suoi commensali possono gustare il cibo da una prospettiva deliziosa e diversa!

marta guerrini chef fame chimica

“Concordiamo tutto insieme, dal menù al vino, e la differenza la fa l’esperienza stessa di cucina.”

Parlare con Marta mi entusiasma perché mi trovo di fronte ad una persona che conosce bene l’argomento di cui parla ma soprattutto ha ben chiara la differenza fra cibo di qualità e no. La sua visione va oltre le aspettative perché lei vede il cibo come qualcosa che comunica. Non ha caso, dalla collaborazione con Filippo Basetti, visual artist che noi di UAU Magazine conosciamo molto bene, nasce Fame Chimica.

In cosa è diverso Fame Chimica?

Tanto per cominciare ho voluto capire in cosa fosse diverso il progetto artistico Fame Chimica. Quindi, ho chiesto a Marta Guerrini quale fosse il suo contributo all’opera d’arte visiva, che vedremo in mostra presso il Quisicosa Caffè i prossimi 23-26 maggio.

Fame Chimica è un progetto che nasce dalla volontà di un artista – Filippo – e di una Chef – me medesima – di mostrare il paradosso di quanto sia importante conoscere gli ingredienti che sono presenti nel nostro piatto.”

Il titolo non a caso è ironico. Vi siete mai chiesti quanto c’è di chimico in quel che mangiate?

“La cosa che distingue questo progetto da altri concernenti il cibo è proprio l’ironia. Infatti, spesso si parla di cibo, ma sempre in maniera molto qualunquista oppure con troppa ansia. Il nostro intento invece è quello di portare l’attenzione dello spettatore su cosa effettivamente mangia strappandogli comunque una risata.”

Sempre troppo, oppure troppo poco

L’ansia nei confronti del cibo di cui mi parla Marta Guerrini è dovuta a questo aspetto di salutismo che la nostra società ci impone.

Non mangiamo mai abbastanza proteine, non includiamo nella nostra dieta abbastanza vitamine. Siamo sempre troppo spesso al ristorante, i grassi e carboidrati sono banditi se si vuole dimagrire.

Tutti concetti e pre concetti che stanno distruggendo la nostra percezione del cibo che prima di tutto è il nutrimento del nostro corpo, ma anche della nostra anima. E a proposito di questo chiedo a Marta: “Siamo, davvero, ciò che mangiamo?”.

“Si, è vero! Però a mio parere il rapporto con il cibo sta diventando qualcosa di legato a mangiare solo ciò che è salutare, senza dare un valore etico al piatto. C’è quindi un’interpretazione errata del concetto filosofico di cui stiamo parlando: in pratica ci si preoccupa molto di acquisire i giusti micronutrienti senza preoccuparsi minimamente della loro provenienza.”

Marta Guerrini: Chef consapevole

Forse più che Chef consapevole dovrei dire che Marta Guerrini è una Chef che vuole che i suoi commensali siano consapevoli di ciò che mangiano e del reale gusto che hanno gli alimenti.

“Le persone si affidano molto al “sentito dire”, spesso non si fa una ricerca approfondita sulle informazioni che si ottengono ascoltando. Questo vale per tutto, in particolare per il cibo. Ci si dovrebbe sempre rivolgere e ascoltare un parere esperto, per acquisire consapevolezza ed imparare ad avere il giusto rapporto con il cibo, acquisendo anche una conoscenza che ci porta a diventare consumatori più sani e coscienziosi.”

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In attesa di Fame Chimica, in mostra dal prossimo 23 maggio (inaugurazione presso il Quisicosa Caffè di Pistoia alle ore 18.30) faccio un’ultima domanda a Marta: “Se potessi cucinare per qualcuno di speciale o di famoso, chi sarebbe e cosa cucineresti?”

“Bella domanda! Lo vorrei fare per qualcuno che con successo e determinazione è riuscito ad imporre la sua visione e a cambiare il mondo. Una di queste persone potrebbe essere la Chef americana Alice Waters, che ha realizzato quella che viene definita la rivoluzione americana del cibo, con il movimento “Dalla Fattoria alla Tavola”. Poi, da amante della fotografia, sceglierei o Steve Mc Curry o Sebastiao Salgado, che con le loro fotografie hanno spostato l’attenzione su temi molto importanti. Per il piatto direi qualcosa di semplice, che alla fine, fa sempre la differenza.”

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