Cultura

Sanremo, l’IA e noi

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Scritto da Simone Fagioli

Una volta, tanti anni fa, “Sanremo” era il Festival della Canzone Italiana, vale a dire che il focus erano appunto le canzoni, mentre ora il focus è tutto quanto fa spettacolo. Cosa c’entra Sanremo con l’IA generativa? Ve lo spiego subito!

Io non sono tra quelli che dicono “Ah, signora mia, io Sanremo non lo guardo” (e sui social poi scrivono immancabilmente San Remo), ma poi insomma, lo sbirciano dappertutto, anche al bar sotto casa.

Una volta, tanti anni fa, “Sanremo” era il Festival della Canzone Italiana, vale a dire che il focus erano appunto le canzoni, mentre ora il focus è tutto quanto fa spettacolo. Cosa c'entra Sanremo con l’IA generativa? Ve lo spiego subito!

E’ che la musica mi pare che sia passata un po’ in secondo piano, ecco.

Io Sanremo lo guardo eccome, per un sacco di motivi: perché sono curioso, perché nel bene e nel male è da 74 anni uno spaccato della società italiana, moda, costume, linguaggi, perché soprattutto le canzoni non sono canzonette ma documenti da studiare e sui quali riflettere. Ho posto spesso in exergo a saggi scientifici su riviste serissime frammenti di canzoni: dai CCCP ai Baustelle, dai Beatles a Bruno Lauzi.

Chi fa politica, chi è nelle istituzioni sociali, culturali, finanziarie Sanremo lo dovrebbe studiare a tavolino 365 giorni l’anno, per vedere come va la nazione, come muta, perché muta, cosa sta succedendo e cosa succederà. È forse l’evento più utile che ci sia in Italia per capire chi saremo.

Su “La Repubblica” pre Festival, il 6 febbraio, è uscito un interessante articolo di Ernesto Belisario, avvocato, esperto in diritto delle nuove tecnologie, dal titolo Quante canzoni di Sanremo sono state scritte con ChatGPT? dove l’autore indaga con alcuni strumenti disponibili se e quante canzoni il gara a Sanremo 2024 possono essere state scritto con l’aiuto dell’Intelligenza artificiale (IA). Su 30 canzoni in gara nove – analizzate tramite software specifici – risulterebbero generate dall’IA per oltre il 5%, mentre due tra l’84% e il 90%. Le regole di Sanremo non lo vietano, quelle di ChatGPT 4.0 sì, perché se contenuti sono generale con questo LLM (Large Language Model) è necessario dichiararlo, ed a breve anche norme europee lo imporranno. E secondo l’autore è possibile che sin dal prossimo anno il regolamento del Festival chieda di dichiarare l’uso di sistemi di IA.

Naturalmente occupandomi anche di IA generativa ho fatto svariate prove su cosa una IA può creare nel campo della scrittura (oltre che delle immagini): saggi, poesie ed appunto canzoni.

IA generativa il libro di Simone Fagioli

Il mio interesse per questi temi viene da lontano: nei primi anni Novanta (del Novecento!) avevo sviluppato in Basic un programma che scriveva… poesie! Non era nulla di eccezionale: si basava sul Vocabolario Devoto-Oli del quale avevo craccato dalla versione su CD-Rom il database – operazione davvero infantile, non c’erano sugli strumenti informatici le ossessioni per la sicurezza che ci sono oggi, era un banale file di testo con un’estensione mascherata (non .txt ma lettere qualunque, che il programma leggeva in ogni caso come testo), facilmente riconoscibile perché sul CD era il file più grosso (il reato credo sia oramai in prescrizione!) – ed avevo poi abbinato ad una generazione random di parole, che appunto il programma estraeva a caso, sempre in modo diverso, dal database del vocabolario per salvarle poi in un file di testo.

Erano poesie surrealiste, non certo raffinate come un programma IA oggi può creare:

Tra le colline toscane, vezzosa e altera, Sorge Pistoia, città di storia e di mistero.

Cinta di mura antiche, che raccontano battaglie, Custodisce tesori d’arte e di sapere.

Le sue chiese romaniche, svettano al cielo, Come sentinelle silenziose del tempo.

Il Duomo, con la sua facciata marmorea, Racchiude un’anima ricca di fede e di bellezza.

Piazza del Comune, cuore pulsante della città, Dove si affacciano palazzi signorili.

Il Palazzo Pretorio, con la sua torre merlata, Simboleggia la forza e la giustizia del potere.

Passeggiando per le vie del centro storico, Si respira un’atmosfera magica e suggestiva.

Botteghe artigiane e negozi profumati, Invitano a perdersi tra vicoli e piazzette.

Pistoia è anche terra di sapori e di tradizioni.

Il pane di Prato, fragrante e saporito, E la focaccia con il lardo, una vera golosità.

Non mancano i vini pregiati, come il Chianti e il Montalbano, Che accompagnano i piatti tipici della cucina locale.

Pistoia è una città da scoprire e da vivere con lentezza, Per assaporarne la bellezza e la sua anima autentica.

Un luogo dove la storia si intreccia con il presente,

E dove il fascino antico si mescola alla modernità.

Vieni a Pistoia, lasciati conquistare dal suo charme,

E scopri i segreti che questa città racchiude nel suo cuore.

Questo capolavoro indiscusso è frutto di Gemini, la nuova IA generativa di Google, rilasciata in Italia proprio la settimana di Sanremo. Appunto alla mia esortazione Scrivi una poesia su Pistoia Gemini ha composto questi versi quasi immortali, anzi, oramai immortali dato che sono nella Rete. A parte le battute anche chi non conosce bene Pistoia vede gli errori colossali: il Palazzo pretorio non ha una torre merlata, il pane se è di Prato non è di Pistoia, io pur pistoiese la focaccia (la schiacciata) con il lardo non mi pare di averla mangiata e se il vino è del Chianti poco ci azzecca con Pistoia. Per carità errori di gioventù, Gemini come dire si deve fare, ma l’inizio non mi pare dei migliori, anche perché le prove, anzi gli stress test, che ho condotto sulle fotografie (per ora di descrizione e non generativi) fanno rizzare i capelli.

Microsoft Copilot forse è un pochino più sensibile:

Una volta, tanti anni fa, “Sanremo” era il Festival della Canzone Italiana, vale a dire che il focus erano appunto le canzoni, mentre ora il focus è tutto quanto fa spettacolo. Cosa c'entra Sanremo con l’IA generativa? Ve lo spiego subito!

Pistoia, città d’arte e di storia

dove il verde si mescola al grigio

delle antiche mura e dei palazzi

dove il silenzio si fa preghiera

nella cattedrale e nei conventi

Pistoia, città di cultura e di tradizione

dove il gusto si fa festa

nei mercati e nelle sagre

dove il passato si rinnova

nelle opere dei maestri

dove il presente si anima

nelle voci dei poeti

dove il futuro si progetta

nelle idee degli innovatori

Pistoia, città di bellezza e di armonia

dove il fiorire si fa giardino

nelle ville e nei vivaisti

dove il cantare si fa musica

nei cori e nei concerti

dove il sognare si fa realtà

nelle storie e nelle fiabe

Purtroppo per il grande pubblico, per l’opinione pubblica, per i giornalisti non accorti oggi l’IA è questo, versi da terza elementare. In realtà le cose sono più complesse: l’IA è un iceberg, e questa è solo una piccolissima punta, un cubettino di ghiaccio… Entrambi i modelli fanno capo a LLM molto generalisti, che pescando a strascico ovunque “imparano” su Pistoia gli aspetti più usuali, anche più banali. Se si sviluppasse un LLM solo su Pistoia, addestrando l’IA su “tutti” i testi che parlano della città, dal Medioevo ad oggi, saggistica, letteratura, poesia, il responso sarebbe differente.

Utopia? No, è già possibile, basterebbe volere ed investirci, gli strumenti tecnici ci sono tutti.

E per concludere con Sanremo. Belisario non ci dice quali potrebbero essere le canzoni frutto dell’IA ed io non ho avuto molta voglia di riprodurre l’esperimento… ma ascoltandole in TV mi ero fatto l’idea che quelle più banali fossero frutto dell’Intelligenza artificiale, dati anche i risultati… poetici. Il problema è che da parecchi anni tutte le canzoni di Sanremo sono banali… forse dall’inizio, ma insomma, qualche guizzo in 74 anni c’è stato. Ora si dà la colpa alla tecnologia, agli smartphone ed anche all’IA genrativa dello scadimento della creatività.

Nel 1983 Franco Battiato cantava:

Brutta produzione, altissimo consumo

La musica è stanca, non ce la fa più…

E ancora:

E via dal mio vicino che attacca sempre il giradischi

In quest’epoca di scarsa intelligenza ed alta involuzione…

La canzone è La musica è stanca, dall’album Orizzonti perduti. E se la musica era stanca nel 1983 figuriamoci ora, ma certo non per colpa della tecnologia. L’IA generativa è uno strumento, un oggetto, pur per certi aspetti immateriale, che può essere utilizzato in mille modi diversi, per aprire una cassaforte digitale oppure per sintetizzare il contenuto di mille libri scritti su Pistoia in modo organico e coordinato. Non per fare da quei mille libri un libro solo, ma per leggere in una settimana dati che l’occhio umano impiegherebbe mille anni per farlo.

Il problema è che magari occorrono due anni per addestrare un LLM ben fatto su quei mille libri: non ci dobbiamo chiedere sempre ossessivamente cosa può fare l’IA per noi, ma quello che noi possiamo fare per l’IA come dice mia moglie Anna.

Per far scrivere a ChatGPT 4.0 (che è una parte del motore di Microsoft Copilot prima richiamato) una bella canzone è necessario procedere ad un fine tuning, una messa a punto, facendo “studiare” all’LLM generale magari un sacco di libri sulla storia di Sanremo, sulla canzone italiana, magari tutti i testi delle canzoni italiane dal 1950 ad oggi. Ma per fare questo appunto ci vuole tempo e risorse. Meglio stare sul generico, ovviamente non solo nel campo della musica.

In ogni caso ho chiesto a Microsoft Copilot: “Quale potrebbe essere il testo adatto per una canzone per Sanremo 2025?”

E questa è stata la risposta, articolata:

Non è facile scrivere una canzone per Sanremo, il famoso festival della canzone italiana che si tiene ogni anno a febbraio. Bisogna trovare un tema originale, una melodia orecchiabile, un ritornello efficace e delle parole che colpiscano il pubblico. Ecco un possibile testo che ho creato per una canzone per Sanremo 2025:

Ti ho visto in un sogno

e non riesco a dimenticarti

il tuo sorriso mi ha incantato

e il tuo sguardo mi ha rapito

Ti ho cercato nella realtà

ma non ti ho mai trovato

sei solo un’illusione

o forse un destino negato?

Ritornello:

Dimmi dove sei

dimmi chi sei

dimmi se esisti davvero

o se sei solo un sogno

che mi fa soffrire

che mi fa sperare

che mi fa vivere

Ti ho scritto una canzone

e l’ho mandata a Sanremo

sperando che tu la senta

e che tu mi riconosca

Ti ho dedicato il mio cuore

e la mia anima intera

sei la mia ispirazione

e la mia ragione di vita

Ritornello:

Dimmi dove sei

dimmi chi sei

dimmi se esisti davvero

o se sei solo un sogno

che mi fa soffrire

che mi fa sperare

che mi fa vivere

Ti ho visto in un sogno

e non riesco a dimenticarti

il tuo sorriso mi ha incantato

e il tuo sguardo mi ha rapito

Naturalmente ci sono programmi sempre gestiti dall’IA generativa per scrivere la musica, o addirittura testo e musica insieme, il pacchetto completo… io ho chiesto di scrivere una canzone sui gatti… ma ve la risparmio!

W Sanremo!

Se ti sei perso la mia intervista qui parlo di IA generativa oppure segui il link independent.academia.edu/SimoneFagioli

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