“Se venisse anche l’inferno” è il primo film di finzione prodotto da Echivisivi, e segue il successo di “Prima della fine” gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer (candidato nel 2025 ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento).

È prodotto da Samuele Rossi, Giuseppe Cassaro e Emanuele Nespeca ed è una produzione Echivisivi con Solaria Film e MYmovies, con il contributo di Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso EmiliaRomagna Film Commission, realizzato con il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive – Anno 2024, con la collaborazione di Toscana Film Commission, con il sostegno di BCC Valdostana e la collaborazione di Lo Conte Edile Costruzioni, che fa capo all’imprenditore pratese Manuele Lo Conte. Proprio quest’ultimo si è rivelato un partner particolarmente importante per la produzione del film e per le riprese che verranno realizzate a Prato (Villa Niccolini), in Toscana, e la valorizzazione della Val di Bisenzio sull’Appennino pratese, dove le riprese invernali si concentreranno a Villa Guicciardini, nel Comune di Cantagallo.
Se venisse anche l’inferno, cinema di finzione
Il film sottolinea il passaggio di Echivisivi al cinema di finzione dopo oltre 10 anni di esperienza nella produzione di cinema documentario definendo un importante allargamento della sua piattaforma creativa in un momento storico molto complesso per il cinema italiano.
Il progetto segna anche una tappa significativa nel percorso evolutivo di MYmovies: “Se venisse anche l’inferno” è il primo progetto dico-prodotto dal principale sito di cinema in Italia, che accompagna l’opera dalla sua ideazione fino alla distribuzione sulla piattaforma MYmovies ONE. Una scelta che riflette pienamente l’identità editoriale di MYmovies, da sempre orientata alla valorizzazione del cinema di qualità.

Samuele Rossi con questo film torna al cinema di finzione dopo anni di documentario sociale e impegnato. Il percorso continua a tenere conto di alcuni temi capisaldi, come la memoria storica, la storia nazionale e l’impegno civile: ispirato a fatti realmente accaduti, il film ricostruisce un viaggio in un’Italia abbandonata a se stessa e sconvolta dall’orrore della guerra e dalla ferocia nazi-fascista, dalle sue terribili solitudini, dalla fame, dalla paura e dalla miseria. Il titolo “Se venisse anche l’inferno”.
Il film è tratto da un soggetto originale di Samuele Rossi ed è scritto in collaborazione con Lorenzo Bagnatori, che dopo il successo di “Zvanì. Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli” e “Il conte di Montecristo” continua a lavorare sul racconto storico. La fotografia è di Marco Minghi, la scenografia di Lucrezia Tacchella, i costumi di Sara Pellegrini, il trucco di Lisa Pascucci. Si aggiungono il montaggio di Ilaria Cimmino e le musiche di Giuseppe Cassaro.

L’uscita del film nelle sale è prevista per l’autunno 2026.