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Diavoli della Bassa: Capitolo finale

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Scritto da Omar Gamberi

Dopo quasi tre anni di lavoro, ricerche, incontri e analisi di migliaia di pagine di documenti, Veleno viene pubblicato sulle principali piattaforme di ascolto.

È il 2017

Il podcast Veleno arriva in un momento in cui il caso dei “Diavoli della Bassa” sembra ormai relegato al passato: una vicenda come tante altre, finita nelle case degli italiani attraverso i TG e che una volta terminati i processi era destinata a finire nel dimenticatoio.

Veleno riaccende la luce

L’uscita di Veleno cambia radicalmente lo scenario di oblio nel quale versa tutta la nostra storia. Fin dalle prime puntate, il podcast ha un impatto clamoroso e riporta l’intera vicenda al centro del dibattito pubblico: migliaia di ascoltatori scoprono una ricostruzione diversa da quella che per anni aveva dominato le cronache e finalmente si fa spazio quel che le famiglie coinvolte avevano sempre sostenuto, ovvero che molti dei racconti dei bambini non fossero il frutto di esperienze realmente vissute, ma il risultato di un processo di induzione, di suggestione, messo in atto proprio da chi avrebbe dovuto proteggerli e ascoltarli senza condizionarli.

Dopo quasi tre anni di lavoro, ricerche, incontri e analisi di migliaia di pagine di documenti, Veleno viene pubblicato sulle principali piattaforme di ascolto.

Durante la fase di preparazione del podcast, Pablo Trincia e i suoi collaboratori avevano provato anche a mettersi in contatto con alcuni di quei bambini, che nel frattempo erano diventati giovani adulti. Tutti, però, si erano rifiutati categoricamente di parlare. Erano ancora convinti della veridicità di ciò che avevano raccontato anni prima, ancora prigionieri di una narrazione interiorizzata fin dall’infanzia.

Dopo la pubblicazione di Veleno accade qualcosa di inatteso

Alcuni di quei ragazzi iniziano a riascoltare la propria storia da un punto di vista nuovo. Non tutti, ma almeno quattro di loro arrivano a una presa di coscienza profonda e dolorosa: comprendono che i ricordi che avevano sempre considerato autentici erano in realtà stati indotti, costruiti nel tempo attraverso colloqui ripetuti, domande orientate, aspettative degli adulti.

Questa volta non è la redazione a cercarli. Sono loro a ricontattare Pablo Trincia

Lo fanno per ammettere, con lucidità e onestà, che ciò che avevano raccontato non corrispondeva a fatti realmente accaduti. Che quella verità giudiziaria, che aveva distrutto famiglie e segnato vite, si era fondata su racconti artificialmente costruiti.
Tra questi c’è anche Davide Tonelli Galliera, il cosiddetto Bambino Zero, il primo caso da cui era partita l’intera inchiesta. La sua presa di posizione ha un valore simbolico enorme: proprio colui da cui tutto era iniziato riconosce pubblicamente il meccanismo di induzione di cui era stato vittima.

Da quel momento, Davide Tonelli Galliera sceglie di trasformare la propria esperienza in impegno. Scrive un libro, prende parola pubblicamente, si batte per i diritti dei bambini e delle famiglie, affinché ciò che è accaduto nella Bassa modenese non possa più ripetersi. La sua è una testimonianza che non cancella il passato, ma lo fa conoscere con una consapevolezza nuova, maturata troppo tardi per molti.

Dopo quasi tre anni di lavoro, ricerche, incontri e analisi di migliaia di pagine di documenti, Veleno viene pubblicato sulle principali piattaforme di ascolto.

Veleno non restituisce i figli alle famiglie, non riporta indietro chi non ha fatto in tempo a vedere riconosciuta la propria innocenza. Ma segna un punto di non ritorno: costringe il Paese a guardare in faccia uno dei più gravi errori giudiziari della sua storia recente e a interrogarsi sulle responsabilità di chi, in nome della tutela dei minori, ha finito per tradirla.

Ed è da qui che questa storia, finalmente, smette di essere solo una cronaca giudiziaria e diventa una lezione collettiva.

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