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L’umanità delle “Voci Stonate” di Emma Nolde

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Scritto da Elena Barbati

Di voci stonate, di riflessioni intime, di amore e consapevolezze. Il live di Emma Nolde potrebbe esser racchiuso così, in una sola frase, ma sarebbe alquanto riduttivo.

Emma Nolde, giovane cantautrice toscana e scommessa di Francesco Motta, si è esibita Sabato 1 Aprile all’H2NO di Pistoia.

Con sé ha portato il suo album di recente uscita, Dormi (2022) e le canzoni più intime e accoglienti di Toccaterra (2020), il suo promettente disco d’esordio.

La dimensione live la accoglie e la abbraccia con familiarità ed intimità: la velocità con cui Emma Nolde sta conquistando il palco, fidelizzando il suo pubblico e affezionandosi a esso è senza dubbio un pezzo del puzzle della sua maturità artistica e umana.

Il mio intento sarebbe quello di conoscervi tutti e farvi domande, non lo dico per dire. Vorrei sapere le vostre storie, vorrei sapere cosa vi porta qui a compiere questo atto eroico di uscire, comprare un biglietto e venire a un concerto. Grazie di averlo fatto, è un piacere guardarvi negli occhi

Emma prosegue non nascondendo una visibile contentezza, che traspare anche dalle emozioni sprigionate con i movimenti del suo corpo e dei suoi capelli:

Non so se si è capito, ma io stasera sono particolarmente felice di suonare. Sono particolarmente felice in generale di fare questo nella vita, di potervi avere qui davanti. Come faccio a non essere felice?

Voci Stonate" di Emma Nolde

Non era la prima volta che sentivo Emma dal vivo. Il primo live fu in occasione del Serravalle Rock 2021, quando sul palco era accompagnata solamente da quella che lei stessa presenta come una colonna portante della sua vita e della sua musica, il suo fedele batterista Marco Pizza.

E senza dubbio il loro sodalizio ormai collaudato e armonico è parte integrante del successo della dimensione live del progetto artistico. La batteria apre e chiude il sipario del concerto, riuscendo a comunicare in musica la forza e l’energia di Emma.

Gli altri musicisti che la circondano durante la sua esibizione sono Francesco Panconesi – pistoiese d’origine – alle tastiere, al sax e ai synth e Andrea Beninati, al violoncello e alle percussioni, che completano il quadro affinchè la band riesca a trasmettere ciò di cui la giovane cantautrice canta: l’umanità.

C’è qualcuno che si sente di dire di essere innamorato di qualcuno o di qualcosa? Di un ideale, di una passione, di qualcuno in particolare al punto da essere spinto a fare cose folli? Io devo dire che mi sento molto innamorata – e che mi piace esserlo: hai più forza e più stimoli nel fare le cose. Per chi è innamorato e per chi non lo è – sperando che si innamori presto perchè è una cosa bellissima – è il momento di Voci Stonate.

Il coinvolgimento del pubblico è costante, dal primo fino all’ultimo momento del live: dalla commozione su Te ne sei andata per ballare alla grinta di Berlino, fino alla tenerezza e intimità di Nero ardesia e di La stessa parte della luna, canzoni conclusive del concerto.

Sul palco Emma ha presentato anche Eugenio Sournia, artista livornese a cui sta curando la produzione dell’album in uscita il prossimo Settembre. I due hanno presentato Il dolore è una porta:

“Il dolore è una lingua universale. Io ed Emma la parliamo diversamente, ma riusciamo a comunicare molto bene attraverso la musica

Non era la prima volta che sentivo Emma dal vivo, lo ripeto.

Poche cose sono più soddisfacenti e meravigliose di credere in un’artista e vederla crescere singolo dopo singolo, album dopo album, anno dopo anno.

A presto, Emma.

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