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L’attenzione vien guardando!

Effetto scroll, una riflessione sulla chimica nel piatto e il legame con la mostra 'Fame Chimica' di Filippo Basetti e Marta Guerrini
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Scritto da Alice Lavoratti

Avete mai sentito parlare dell’effetto scroll? Nel contesto del design web e dell’interazione utente, si riferisce all’effetto visivo e all’esperienza utente generata quando si scorre una pagina web. Oggi vedremo che la recente mostra fotografica del progetto Fame Chimica di Filippo Basetti e Marta Guerrini ci sottopone ad una riflessione anche su questo.

Effetto Scroll in Fame Chimica

“Fame Chimica, oltre ad essere un progetto fotografico sul cibo e su come il “non” cibo entra nei nostri piatti è, in fondo, anche un esperimento sociale. Nei momenti in cui ho presenziato alla mia mostra, mi sono accorto come ormai l’effetto scroll dei vari portali o social a prevalenza fotografica sia entrato anche nella visione dal vivo delle immagini.”

A parlare è Filippo Basetti, curatore oltre che fautore della mostra Fame Chimica, un progetto realizzato in collaborazione con la chef de Il Quinto Gusto, Marta Guerrini già intervistata qui su UAU

“Una visione veloce e superficiale delle immagini; i classici 3 secondi che tutti noi dedichiamo ad una foto prima di passare all’altra. Questo succede ormai con tutte le cose che facciamo quotidianamente. Stessa operazione la facciamo con il cibo, come non prestiamo attenzione all’ingrediente fallace nelle fotografie, spesso e volentieri, lo facciamo nelle nostre cucine.”

Guardare oltre il limite delle cose

L’effetto scroll non ci permette di guardare oltre il limite delle cose. Non ci permette di approfondire. Non ci da’ l’occasione di sperimentare realmente. La riflessione a cui Fame Chimica vuole sottoporci si pone come obiettivo quello di mostrare alle persone che devono ricordarsi di guardare oltre per avere maggiore cura del loro corpo, ma anche del loro gusto.

Effetto scroll, una riflessione sulla chimica nel piatto e il legame con la mostra 'Fame Chimica' di Filippo Basetti e Marta Guerrini

Se non badiamo a ciò che abbiamo nel piatto, se nulla fa la differenza quale futuro ci attende? Se il nostro cervello è costantemente sovraccaricato tanto da non essere in grado di decidere su quale informazione soffermarsi per approfondire, qual è il reale controllo che abbiamo su ciò che ci viene proposto?

AI in Fame Chimica

Fame Chimica è stata una mostra che ha messo in luce l’aspetto della visione che abbiamo del cibo. Come abbiamo visto obiettivo del progetto: mostrare ciò che realmente abbiamo nel piatto! Dietro a questa esposizione fotografica c’è anche un voler ricordare allo spettatore che non prestiamo attenzione a molte delle cose importanti che ci capitano nella vita. Per dare maggiore risalto al contesto dell’ingrediente “segreto”, Basetti e Guerrini hanno anche realizzato un ricettario delle opere messe in mostra. La cosa interessante è che molte delle immagini del ricettario, sono state volutamente modificate con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

“Ho scelto di utilizzare le AI per la copertina e il retro copertina del ricettario e per il fondo delle ricette per vedere quali risultati avrebbe rilasciato lo strumento di Intelligenza Artificiale dandogli come input degli ingredienti – spiega Basetti. Inoltre, c’è anche la volontà di rafforzare l’idea del rapporto tra ciò che è falso e ciò che è vero”. Per alcune cose infatti la differenza c’è ed è lampante: alcuni ingredienti sono completamente fuori scala, altri per nulla reali nella forma e nel colore (anche se si capisce di cosa si tratta).

Le AI hanno una visione spesso “fantasiosa” della realtà. Il che mi è sembrato rispecchiasse molto l’idea del nostro progetto, dove siamo andati a falsificare l’ingrediente vero con qualcosa di totalmente fuori luogo

Filippo Basetti

Un gioco di illusione che ci aiuta a capire quanto il nostro cervello possa essere ingannato dalla visione dell’occhio, spesso troppo veloce e condizionata dall’effetto scroll.

Rassegna fotografia a cura di Alice e Giada!

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